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Giocatori titolari del Giappone ai Mondiali 2006
Nonostante la crescente popolarità di Shunsuke Nakamura e Shinji Ono, rappresenterà senza dubbio una delle opzioni chiave di Zico per la nazionale giapponese durante la Coppa del Mondo FIFA, in cui il giocatore avrà l'incarico di guidare il centrocampo. Il 29enne, ampiamente considerato il miglior giocatore e la stella più grande che il Giappone abbia mai avuto, vanta doti eccellenti di visione di gioco ed esecuzione di passaggi intelligenti. Viene notato dai talent scout quando è ancora adolescente e passa direttamente dal calcio amatoriale a quello professionale quando entra a far parte della Bellmare Hiratsuka nella J-League, dopo il termine della scuola superiore nel 1985. Viene selezionato per la nazionale giovanile a soli 14 anni, mentre sei anni dopo fa il suo debutto nella nazionale maggiore in un incontro con la Repubblica di Corea nel maggio 1997. Questo giocatore straordinario fa subito notare la sua presenza, mettendosi in luce durante le qualificazioni memorabili del Giappone a Francia '98 e aiutando la sua squadra ad entrare nella storia qualificandosi per la prima volta a una Coppa del Mondo FIFA. Egli prende parte a tutte e tre gli incontri delle finali, e nonostante il Giappone li perda tutti, ha l'occasione di mostrare le sue grandi potenzialità. La sua nomina a Giocatore dell'anno AFC per due anni consecutivi nel 1997 e 1998 suggerisce che, almeno in parte, Nakata aveva portato a termine la sua missione in Asia e il Perugia riesce ad aggiudicarsene l'ingaggio nel 1998. Secondo calciatore giapponese a giocare in Serie A, dopo Kazu Miura, inizia la sua carriera europea in maniera eccellente, segnando 10 gol in 33 incontri. Entro la metà della seconda stagione, ha già fatto abbastanza per convincere la Roma a offrirgli un ingaggio pari a sei volte rispetto a quello corrispostogli dal Perugia, ed è proprio con la Roma che vince il Campionato italiano nel 2001. Ovviamente è il leader della nazionale giapponese durante la Coppa del Mondo FIFA del 2002, in cui comanda la squadra del paese co-ospistante fino agli ottavi di finale. Nonostante questo giocatore non cerchi l'attenzione dei media, egli riesce comunque a conquistare il cuore dei fan, e a rimpiazzare Kazu quale figlio prediletto del calcio giapponese. L'anno successivo Nakata si trasferisce al Parma quindi, dopo diverse difficoltà a guadagnarsi il posto da titolare in quella squadra, passa al Bologna e alla Fiorentina, in cui segue un destino simile, prima di accettare nell'estate del 2005 un accordo di prestito per un anno con il del Bolton Wanderers che militano nella Premiership inglese. In questo periodo ha delle difficoltà di adattamento alla natura fisica del gioco in Inghilterra, cosa che gli procura il suo primo cartellino rosso per due contrasti mal calcolati con i Blackburn Rovers dopo soli 30 minuti di gioco. Per quanto riguarda la sua presenza in nazionale, paga il prezzo per le sue prestazioni discontinue e non sembra più quello di prima durante le qualificazioni alla Coppa del Mondo FIFA 2006 o alla FIFA Confederations Cup del 2005. Tuttavia, di recente Nakata ha dato segni incoraggianti: sta infatti cominciando ad adattarsi al Bolton e le sue capacità eccellenti di distribuzione della palla e di buon fiuto per il gol stanno tornando ad essere quelle di una volta. Dopo i tre gol segnati nello spareggio contro l'Iran per le qualificazioni di Francia '98 (3-2), due gol segnati all'ultimo minuto per la Roma, che hanno assicurato un pareggio di 2-2 con la Juventus vitale per corsa allo scudetto, e i 2 gol che hanno sancito la vittoria del Giappone sulla Tunisia (2-0) nella Coppa del Mondo FIFA 2002, non vi sono dubbi sull'influenza che Nakata può avere su un incontro. Ora è il turno di Germania 2006, l'occasione giusta per questo giocatore per mostrare ancora una volta le sue incredibili capacità.
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